I geni caricano la pistola e l’ambiente preme il grilletto. Ecco perché possiamo rallentare (e addirittura invertire) il nostro processo di invecchiamento.

Rallentare l'invecchiamentoE’ sicuramente un fatto indubbio che non tutti invecchiano allo stesso modo. Ad ognuno di noi è capitato di notare a volte una grande diversità tra persone della stessa età. Alcune persone arrivano alla terza età con la mente ancora sveglia, il corpo asciutto e che sprizza energia, mentre altri, magari molto più giovani, già mostrano i primi segni di senescenza: malattie degenerative, sguardo spento, corpo flaccido, aspetto rugoso, confusione mentale. La differenza, dal punto di vista biologico, è semplice ed è connessa all’attività interna delle cellule. Ci sono individui in cui le cellule invecchiano precocemente, altri invece hanno cellule che si rigenerano bene e velocemente, e quindi hanno un aspetto più giovane e sono più in salute. Insomma sono, nonostante l’età anagrafica, biologicamente più giovani. La domanda però è: da cosa dipende questa disparità biologica?

Invecchiamento e genetica

C’è una scuola di pensiero secondo cui i processi di senescenza sono determinati dalla natura, in parole povere dai geni, e quindi fuori dal nostro controllo. Questa tesi, secondo la quale il nostro codice genetico determina il rischio di malattia e morte, ha sempre avuto una grande autorevolezza scientifica e senza rendersene conto molti hanno finito col credere che sia solo la nostra natura biologica a decidere il nostro destino. Fortunatamente la tesi che i geni non sono il nostro destino, come ho già scritto,, non è l’unico in circolazione.

Telomeri: i responsabili dell’invecchiamento

Oggi l’epigenetica ci insegna che l’ambiente interagisce molto sui geni, ed anche molte ricerche effettuate negli ultimi anni sui telomeri, quella parte dei geni predisposti proprio all’innesco della senescenza, hanno dimostrato che i fattori sono molteplici e non solo genetici. Sia i telomeri che l’interazione dell’ambiente su di essi quindi, hanno un’ importanza fondamentale nel determinare la senescenza e la morte. La differenza tra le persone che invecchiano precocemente e quelle che conservano la giovinezza più a lungo è l’influenza che ha lo stile di vita sull’espressione genica dei telomeri. Il ricercatore George Bray, che conduce ricerche sull’obesità afferma:

“I geni caricano la pistola, e l’ambiente preme il grilletto”.

Questo vale non solo per l’aumento di peso, ma anche per tutto ciò che concerne la salute.

Cosa i sono i telomeri e cosa dobbiamo aspettarci da loro?

Immaginate dei lacci per scarpe e gli aghetti che servono a incappucciarli per evitare di sfilacciarli. Ora immaginate che i lacci siano i nostri cromosomi, le strutture che servono a trasportare le informazioni geniche all’interno della cellula. I telomeri, che si misurano in unità di DNA, cioè in coppie di basi, sono come gli aghetti dei lacci: sono come dei piccoli cappucci alle estremità dei cromosomi che impediscono al materiale genico di sfilacciarsi. Insomma sono “gli aghetti dell’invecchiamento”, come li chiama la scienziata Elisabeth Blackburn, premio nobel per la scoperta dell’enzima Telomerasi (l’enzima responsabile della rigenerazione dei telomeri).

telomeri e come agiscono sull'invecchiamento

I telomeri tendono però, con il passare del tempo ad accorciarsi, e, come i lacci che perdono gli aghetti, si “sfilacciano”, diventano troppo corti e le cellule smettono di replicarsi.

La buona notizia è che le cellule non diventano senescenti solo per i telomeri che si accorciano, ma reagiscono anche ad altri fattori di stress che ancora non si comprendono bene, fermo restando che l’accorciamento dei telomeri rappresenta comunque uno dei motivi principali per cui esse invecchiano e muoiono.

In pratica i telomeri si accorciano ad ogni divisione cellulare e, a seconda di quanto in fretta si logorano, contribuiscono a stabilire la velocità con cui le cellule invecchiano e il momento in cui moriranno.

Allora come si può rallentare l’invecchiamento?

Ci sono scoperte straordinarie sui telomeri: queste terminazioni dei cromosomi si possono effettivamente allungare, e di conseguenza, il processo di invecchiamento risulta essere di fatto un processo dinamico che può essere accelerato o rallentato, o addirittura, in certi casi, anche invertito. Ancora una volta l’epigenetica vince sulla semplice genetica, e a me sembra una notizia fantastica!

I geni influenzano i telomeri, determinandone la lunghezza alla nascita, e fino a ieri si credeva a questo destino predeterminato. Oggi, grazie alle scoperte dell’epigenetica e a esperimenti durati anni sullo stile di vita e sull’interazione dell’ambiente sui geni, sappiamo che si può intervenire sul processo genetico e influire sulla lunghezza dei telomeri e sulla loro robustezza.

Ovviamente tutto ciò non significa che arriveremo tutti a 120 anni in perfetta salute e senza rughe (anche se sono ottimista e non bisogna porsi limiti). Possiamo però regolare, per quanto ci è possibile, la velocità con cui entrare nell’arco delle malattie; se entrarci accelerati o molto più lentamente. Quindi anche se abbiamo già imboccato la strada dell’invecchiamento cellulare, siamo ancora in tempo per cambiare percorso. Come?

Come l’ambiente agisce sui telomeri (e quindi sull’invecchiamento)

Fumo, alcol, alimentazione e invecchiamento

Ecco qualche esempio di come le risposte ambientali influiscono sui telomeri

  1.  STRESS. Le persone che reagiscono alle situazioni difficili sentendosi minacciati tendono ad avere telomeri più corti. Possiamo ridefinire la nostra elaborazione dello stress in maniera più positiva. Pensieri negativi, intrusivi, ruminazione, soppressione del pensiero, si possono attenuare. A volte è difficile o impossibile liberarsi dello stress, ma elaborarlo con un atteggiamento di sfida, piuttosto che di minaccia, aiuta a sviluppare la resilienza del corpo e della mente evitando l’accorciamento dei telomeri.
  2. MENTE-CORPO. È stato dimostrato che molte tecniche di interazione corpo-mente, tra cui la meditazione, training autogeno, tecniche di rilassamento, yoga e il qi-gong, riducono lo stress e aumentano la telomerasi, l’enzima che rigenera i telomeri.
  3. FUMO E ALIMENTAZIONE. I telomeri detestano il fumo, l’alcool in eccesso, le droghe pesanti, le carni lavorate e gli hot-dog, ma preferiscono frutta e verdura e in genere alimenti naturali. I telomeri non amano la restrizione calorica estrema né l’obesità.
  4. CRONICIZZAZIONI. I telomeri non si stressano per le piccole cose. È lo stress tossico che va tenuto a bada, quello che dura anni: riduce la telomerasi e accorcia i telomeri.
  5. SOCIALITÀ. Gli ambienti umani in cui esiste scarsa coesione sociale, dove le persone sono diffidenti e agiscono poco tra di loro, non fanno bene ai telomeri e questo è vero indipendentemente dal reddito.
  6. INFANZIA. I bambini che nella vita sono stati esposti a situazioni avverse hanno telomeri più corti. Allontanarli però dall’ambiente trascurante consente di invertire il processo negativo.
  7. EREDITARIETÀ. I telomeri sui cromosomi dei genitori, nei gameti maschile e femminile, vengono trasmessi direttamente al feto in via di sviluppo. Ne consegue che, se i genitori hanno avuto una vita difficile che ha accorciato i loro telomeri, potrebbero aver trasmesso telomeri corti ai figli. Oggi è dimostrato che le informazioni epigenetiche vengono trasmesse insieme al codice genetico. Questo processo però si può invertire. Quindi, se pensate sia il vostro caso, niente panico.
  8. SPORT. L’esercizio fisico, soprattutto la cardio-fitness, favorisce l’allungamento dei telomeri. Chi fa attività motoria ha telomeri più lunghi di chi non la fa, e questo vale anche per i gemelli. Infatti si sa che chi si muove con costanza ha mitocondri più efficienti ed elimina le tossine cellulari favorendo gli enzimi antiossidanti. Gli atleti dediti a sport aerobici di resistenza cardiovascolare hanno i telomeri più lunghi, ma non molto più di coloro che sono dediti ad una moderata attività fisica. Quindi non abbiamo bisogno di aspirare agli estremi per stimolare i telomeri. Infatti gli atleti che fanno sovrallenamento e si esauriscono vanno incontro a parecchi problemi, compresi telomeri più corti nelle cellule muscolari. Se si conduce una vita molto stressante l’attività motoria o sportiva in genere non solo fa bene, ma diventa essenziale per proteggere l’accorciamento dei telomeri dovuto allo stress.
  9. MALATTIE. I telomeri corti indeboliscono la funzione immunitaria, e rendono vulnerabili ad un semplice raffreddore. I telomeri corti (in particolare dei linfociti CD8) favoriscono le infiammazioni, e il progressivo aumento dell’infiammazione cronica persistente porta ad innescare malattie e senescenza.

Tutto questo ed altro ancora si è scoperto in questi anni di studi attivi contro l’invecchiamento.
Come avevo premesso, molto si può fare per mantenere stabili i nostri telomeri e tenere a bada i nostri geni. Questo significa che le nostre scelte di vita diventano basilari per migliorare l’aspettativa e la qualità della nostra vita. E che molto dipende da noi, che siamo addirittura in grado di trasmettere una eredità cellulare positiva alle generazioni successive, e di migliorare la nostra.


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Bibliografia

Humane Telomere Biology: A Contributory and Interactive Factor in Aging Disease Riscks and Proctection” – E.H.Blackburn, E.S.Epel , 4 dicembre 2015.

Stress Biology and Aging Mechanisms: Toward Understanding the Deep Connection between Adaptation to Stress and Longevity” – E.S.Epel e G.J.Lithgow  in Journal of Gerontology, giugno 2014.

Wondering Minds and Aging cells in Psycological Science” – E.S.Epel  I, 1 gennaio 2013.

The Telomer effect” – E.H.Blackburn, E.S.Epel , Marzo 2017.

Come rallentare l’invecchiamento allungando i telomeri

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