{"id":1222,"date":"2013-06-02T17:46:18","date_gmt":"2013-06-02T15:46:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.naturopatia-blog.it\/wordpress\/?p=1222"},"modified":"2018-05-28T16:42:18","modified_gmt":"2018-05-28T14:42:18","slug":"perche-il-sole-fa-bene-alle-ossa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.naturopatia-blog.it\/?p=1222","title":{"rendered":"Perch\u00e9 il sole fa bene alle ossa?"},"content":{"rendered":"<h3>Il sole (quindi la vitamina D3) come prevenzione e cura della fragilit\u00e0 ossea. Non \u00e8 una leggenda metropolitana: il sole \u00e8 un vero e proprio trattamento naturale che migliora la salute delle ossa.<\/h3>\n<h3><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-2648 size-full\" title=\"salute delle ossa e vitamina d3\" src=\"http:\/\/www.naturopatia-blog.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/adult-1807461_1280.jpg\" alt=\"salute delle ossa\" width=\"750\" height=\"448\" srcset=\"https:\/\/www.naturopatia-blog.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/adult-1807461_1280.jpg 750w, https:\/\/www.naturopatia-blog.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/adult-1807461_1280-300x179.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/h3>\n<p>Sappiamo ormai che, per mantenere le nostre <strong>ossa in buona salute<\/strong>, abbiamo bisogno dei raggi ultravioletti, che sono una componente della luce solare. il problema nasce quando, fra noi e il sole, ci sono troppi filtri che impediscono di arrivare fino a noi a quella parte di radiazione luminosa. Questo si verifica soprattutto d&#8217;inverno, quando il sole \u00e8 pi\u00f9 lontano dalla terra ed in pi\u00f9 si creano barriere legate al maltempo.<\/p>\n<h3><strong>Dal sole la vitamina che migliora la salute delle ossa<\/strong><\/h3>\n<p>Quando invece la luce solare non troppo filtrata raggiunge la superficie della nostra pelle, la parte ultravioletta attiva nell&#8217;epidermide una sostanza lipidica detta 7- deidrocolesterolo. Noi non percepiamo gli ultravioletti, ma il 7-deidrocolesterolo vi reagisce formando colecalciferolo, la <strong>vitamina D naturale<\/strong>, appunto, o vitamina D3 che fa bene alla salute delle ossa.<\/p>\n<h3>Senza questa vitamina il calcio non viene ben utilizzato, e non si fissa nelle ossa.<\/h3>\n<p>Come conseguenza le ossa di deteriorano, perdono calcio, si indeboliscono e sono pi\u00f9 vulnerabili alle fratture.<\/p>\n<h3><strong>Le conseguenze sulle ossa della carenza di vitamina D<\/strong><\/h3>\n<p>Due malattie delle ossa particolarmente sensibili alla mancata utilizzazione del calcio sono <strong>l&#8217;osteomalacia e l&#8217;osteoporosi<\/strong>. La prima, forma adulta del rachitismo, \u00e8 un effetto diretto della carenza di vitamina D: le ossa, soprattutto quelle del bacino, della spina dorsale, e degli arti inferiori si demineralizzano, perdendo rigidit\u00e0, ed il peso del corpo fa incurvare le ossa lunghe, comprime le vertebre e appiattisce le ossa del bacino. Anche nell&#8217;osteoporosi avviene una perdita di minerali nelle ossa: queste, invece di ammorbidirsi, diventano porose e fragili: insorge dolore alla schiena, la statura pu\u00f2 diminuire per l&#8217;indebolimento e le fratture alle vertebre.<\/p>\n<h3><strong>I danni causati da osteomalacia e osteoporosi<\/strong><\/h3>\n<p>Queste due malattie possono entrambe determinare una <strong>grave fragilit\u00e0 ossea<\/strong> ed ogni caduta, ogni urto, pu\u00f2 essere rovinoso e foriero di traumi fino alla<strong> frattura<\/strong>. Le fratture sono le lesioni pi\u00f9 frequenti negli episodi di caduta e sono responsabili del 75% delle morti per caduta accidentale nella popolazione anziana di razza bianca. (America Journal of Public Health Service, studio del dott. Albert P. Iskrant). Al di l\u00e0 delle cadute, ulteriori indagini hanno rivelato che un gran numero di <strong>fratture del bacino<\/strong> sono legate ad azioni normalissime, come camminare o alzarsi dalla sedia. Esaminando le fratture del femore, ad esempio, si \u00e8 trovato che erano associate a traumi lievi, all&#8217;et\u00e0 e al sesso (femminile per lo pi\u00f9). Il dott. Iskrant riporta, nel National Health Survey, che tutti i tipi di fratture mostrano, nel sesso maschile, la fascia di et\u00e0 pi\u00f9 a rischio tra i 15 e i 24 anni, mentre nelle donne l&#8217;incidenza cresce con gli anni, raggiungendo i valori massimi nella fascia d&#8217;et\u00e0 dai 65 anni in su. Se si considerano solo le fratture del femore, l\u2019incidenza dopo i 65 anni nelle donne \u00e8 quasi otto volte pi\u00f9 quella degli uomini alla stessa et\u00e0: 9 contro 1,2. In ogni caso \u00e8 superiore a qualunque gruppo di et\u00e0 o sesso.<\/p>\n<h3><strong>Fragilit\u00e0 ossea: i soggetti pi\u00f9 a rischio<\/strong><\/h3>\n<p>Naturalmente chiunque non riceva un apporto non adeguato di <strong>vitamina D<\/strong>\u00a0mina la salute delle ossa ed \u00e8 esposto al rischio di osteomalacia oppure osteoporosi, ma gli anziani, i cronici lungodegenti , e le persone confinate in casa che per qualche ragione non possono mai esporsi alla luce solare sono particolarmente vulnerabili. Uno studio pubblicato su \u201cLancet\u201d del 1975 riporta una ricerca effettuata su quattro gruppi di anziani, classificati in base alla quantit\u00e0 di esposizione alla luce solare e alle integrazioni di vitamina D, che poi sono stati confrontati con un gruppo di controllo formato da soggetti pi\u00f9 giovani. I lungodegenti erano quelli con il livello pi\u00f9 basso di vitamina D : in questi soggetti, non esposti da lungo tempo alla luce solare, il valore pi\u00f9 frequente (medio) era appena di 1\/17 di quello rilevato nel gruppo pi\u00f9 giovane. In un secondo gruppo di pazienti, esposti occasionalmente alla luce solare, la media di tasso di vitamina D corrispondeva ad 1\/ 5 di quella del gruppo di controllo. Il terzo gruppo era formato di pazienti trattati con 1000-1500 UI di vitamina D sintetica al giorno: il livello di <strong>vitamina D<\/strong> nel sangue era 1\/7 rispetto al riferimento del gruppo di controllo. Portando il dosaggio quotidiano a 50.000 UI nel quarto gruppo di pazienti il livello della vitamina nel sangue superava i limiti superiori della gamma di variabilit\u00e0 osservata nei soggetti pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<h3>A quanto sembra, un po\u2019 di luce solare fa meglio di piccole dosi di vitamina D sintetica alla salute delle ossa.<\/h3>\n<p>Il dott. Corless, responsabile dello \u201cstudio\u201d, ha rilevato che il livello di calcio nel sangue era lo stesso per tutti i pazienti, quelli trattati e quelli non trattati. Ma, in assenza di vitamina D ( o della luce solare che la produce), il calcio NON si deposita dove dovrebbe, e cio\u00e8 nelle ossa. Uno studio apparso su \u201cScientific American\u201d condotto dai dott. Richard J. Wurtman e Robert Neer, ha misurato l\u2019effetto della luce solare sull\u2019assorbimento del calcio :<\/p>\n<blockquote><p>\u201cla ricerca, eseguita su un gruppo di uomini anziani, indicava che la mancanza di una adeguata esposizione ai raggi ultravioletti durante i lunghi mesi invernali, peggiora in misura significativa l\u2019utilizzo del calcio da parte dell\u2019organismo, anche se \u00e8 presente a sufficienza nell\u2019 alimentazione\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>In questo studio due gruppi di controllo non uscirono di casa durante il giorno per ben sette settimane invernali. Alla fine di questo periodo il calcio fornito dalla dieta risultava assorbito solo nella misura del 40% in entrambi i gruppi. Nella quattro settimane successive un gruppo rimase al chiuso, mentre l\u2019altro veniva esposto per otto ore al giorno ad una speciale lampada fluorescente che simulava la spettro solare nella fascia delle radiazioni simili all\u2019ultravioletto. Mentre nel primo gruppo l\u2019assorbimento di calcio diminuiva del 25%, nel secondo gruppo l\u2019assorbimento di calcio saliva del 15%, quindi, secondo gli autori della ricerca:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cla quantit\u00e0 supplementare di raggi ultravioletti era equivalente pi\u00f9 o meno a quella che avrebbero potuto ricevere d\u2019estate con una passeggiata di un quarto d\u2019ora all\u2019aperto verso mezzogiorno\u201d<\/p><\/blockquote>\n<h3><strong>Consigli per la salute delle ossa<\/strong><\/h3>\n<p>Nei mesi invernali, data l\u2019angolatura diversa con cui i raggi solari raggiungono la terra, ci arriva solo una parte della radiazione ultravioletta: pi\u00f9 o meno soltanto un 1\/15 di quella che ci arriva da giugno in poi. Quindi, nonostante il fatto che il nostro organismo sia in grado di immagazzinare la vitamina D, dopo circa un mese di buio invernale, in assenza di integrazioni, soprattutto in certi soggetti a rischio, <strong>il livello di vitamina D si abbassa vertiginosamente, <\/strong>andando a minare la salute delle ossa. In conclusione, bisognerebbe<\/p>\n<h3>1 &#8211; cogliere le occasioni per passeggiare all\u2019aria aperta anche d\u2019inverno soprattutto quando fa capolino un po\u2019 di sole<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-2651 size-full\" title=\"passeggiare per la salute delle ossa\" src=\"http:\/\/www.naturopatia-blog.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/girls-380618_1280.jpg\" alt=\"passeggiate per la salute delle ossa\" width=\"750\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/www.naturopatia-blog.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/girls-380618_1280.jpg 750w, https:\/\/www.naturopatia-blog.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/girls-380618_1280-300x166.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/p>\n<h3>2 &#8211; approfittare dell\u2019estate per esporsi, con moderazione ma con costanza, ai raggi del sole, magari nelle ore in cui i raggi sono meno forti ma ricchi di ultravioletti.<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-2653 size-full\" title=\"prendere il sole per la salute delle ossa\" src=\"http:\/\/www.naturopatia-blog.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/teenager-1822438_1280.jpg\" alt=\"prendere il sole per le ossa\" width=\"750\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/www.naturopatia-blog.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/teenager-1822438_1280.jpg 750w, https:\/\/www.naturopatia-blog.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/teenager-1822438_1280-300x180.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/p>\n<p>In mancanza di questo non bisogna escludere a priori la possibilit\u00e0 di colmare la differenza con una adeguata integrazione di <strong>vitamina D3 naturale<\/strong> che, vi ricordo \u00e8 ricavata dall\u2019olio del fegato dei pesci.<br \/>\nMa, come riferisce il dott. Wurtman nel suo articolo Scientific American, una equipe di ricercatori della Washington University Scool of Medicine ha trovato che il 70-90% della <strong>vitamina D<\/strong> nel sangue \u00e8 attribuibile alla vitamina D3 e ai suoi derivati. In conclusione <strong>l\u2019arricchimento dei cibi con vitamina D artificiale non \u00e8 altrettanto efficace, dal punto di vista dietetico, quanto la vitamina D naturale ricavata dalla luce solare!<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h3>SOFFRI DI OSTEOPOROSI E\/O OSTEOMALACIA E VUOI SAPERNE DI PIU&#8217;?<\/h3>\n<div class=\"frm_forms  with_frm_style frm_style_formidable-style\" id=\"frm_form_2_container\" >\n<form enctype=\"multipart\/form-data\" method=\"post\" class=\"frm-show-form \" id=\"form_mn9277\"  >\n<div class=\"frm_form_fields \">\n<fieldset>\n<h3>Richiedimi una consulenza gratuita<\/h3>\r\n<div class=\"frm_description\"><p>Una prima visita \u00e8 fondamentale per cominciare a delineare i trattamenti pi\u00f9 giusti per te. 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